Fondazione «Giovanni, Maria Teresa e Marino Piazzolla» riconosciuta con deliberazione n° 6487 del 1 Luglio 1988 Giunta Regionale del Lazio

e-mail: fondazionepiazzolla@libero.itaggiornato il 25/07/2019

Studi » Donato Di Stasi: Gloria clandestina dell'eteronimo Ratti

Piazzolla copre con la sua scrittura i generi più disparati: il dialogo mitico, la melica monodica, il diario, gli aforismi dei Detti immemorabili di R.M. Ratti usciti nel 1966. In letteratura si abita solo nel luogo che si sta per abbandonare, si garantisce la durata solo distruggendo il tempo. L'eteronimo Ratti sperimenta la consumazione della vita istintiva e rovescia passività e sofferenza nella strana figura del saggio-nichilista che partecipa al nulla, imparziale e sereno. I detti immemorabili sono brandelli proteiformi, incoerenti e parziali, ma sufficienti a svelare le cose nell'ordine naturale dei fenomeni e nell'ordine artificiale della società. Piazzolla compone un'opera grottesca in un tono inusitato per il nostro mondo letterario: della sua creazione molti si sono avvantaggiati (per esempio l'umorismo di successo di Marcello Marchesi), ma pochi ne riconobbero l'importanza al momento della pubblicazione. Ratti incarna l'uomo superfluo come l'Oblomov di Goncarov[1]: l'uomo di troppo la cui inazione non deriva dall'incapacità soggettiva di dominare la volontà, quanto dalla coazione esterna che impedisce la libera espressione delle energie interiori. Oblomov può solo sopravvivere a se stesso, o lasciarsi morire d'inedia, dal momento che la sua morte elabora stanchezza e scetticismo. Gli aforismi di Ratti denunciano per un verso un'anima infantile dall'altro entra in scena un personaggio velleitario, insoddisfatto, disorientato, statico rispetto alla vita sociale. Corroso dallo spleen, vive sospeso tra il reale e l'immaginario, tra il grottesco e il tragico, tra la noia e le avventure della quotidianità:

PROVA ANTROPOLOGICA DELL'ESISTENZA DI RATTI. Non mi risulta che Dio si sia occupato, qualche volta, di dimostrare sia pure per scherzo o distrattamente la mia esistenza. Si divertirebbe sul serio[2].

I detti immemorabili sconfinano nell'allegoria carnevalesca, nella dimensione della giullarata. L'opera è un surreale abbecedario di paradossi, di proposizioni strampalate, di equivoci, di monologhi farseschi, di irriverenze. Ratti si presenta come un bislacco buffone che vede la tragedia del suo tempo alla rovescia e sa ridere di sé. Si capisce che Piazzolla ha in uggia i letterati ancorati a un mediocre pessimismo piccolo borghese, lontana scimmiottatura della fì-nesse leopardiana. Nemmeno nella scrittura lirica più struggente il nostro autore intona il canto mortuario e serioso così caro ai critici sibillini. Rispetto alla pretesa bassezza dell'ideologia grottesca, Piazzolla insiste che il controsenso, il motto di spirito resistono nell'immaginario con il loro potente messaggio. Al riso non si sfugge, né Ratti intende guarire dalla sua mattocchieria; gli toccherebbe di diventare ancora più infelice:

PRIMATO. Prima dell'uno viene lo zero. Ma prima dello zero vengo io[3].

Volenteroso istrione senza tavole di palcoscenico, Ratti perlustra in lungo e in largo gli anni del miracolo economico italiano e i primi umori della decadenza morale che ne sarebbe derivata: il denaro macera i rapporti umani facendo saltare agli occhi chimere e parpaglioni. Si impara presto a riconoscere in Ratti l'eco del cantimbanco Giulio Cesare Croce[4], il riso spettrale e filosofico di Michelangelo Buonarroti nei cinquanta epigrammi in quartina, nei quali la sua agudeza si esercita in maniera terribile[5]; le ombre luminose del più rutilante Rabelais[6].
Piazzolla torna alla concezione rinascimentale di assegnare al riso un valore di universalità nell'intuizione del mondo.
Nei successivi XVII e XVIII sec. il riso è stato relegato tra i generi minori, potendo riguardare solo i comportamenti sociali negativi da punire attraverso la rappresentazione di figure caricaturali. Il riso di Piazzolla intende seppellire l'enorme chiacchiera della modernità, per ristabilire una diversa visione delle cose.
Riecheggia l'antica formula aristotelica che riservava all'uomo, unico tra gli esseri viventi il privilegio del riso. Privilegio di natura spirituale, legato alla facoltà dell'istinto come premonizione di saggezza.
All'io bisogna tornare per ancorare il senso del presente, adeguandosi al-Finseciiritas e salvando l'essere dal nulla.
Eliminare la precarietà dell'individuo sembra essere il compito che Piazzolla si assume nei toni grotteschi dei Detti immemorabili:

DELICATEZZA. Poeta timido off resi come amante o nuvola di passaggio[7].

Ratti si esclude dal mondo per soddisfare nel paradosso della solitudine l'ansia di libertà e di autonomia come individuo.
L'impressione che egli non giunga a destinazione, che nessuna meta sia conquistata non è sbagliata: ma è la condizione contemporanea della lontananza interiore dalle cose e dagli altri. Tutto appare così vicino, in realtà è irraggiungibile. Ratti non reclama altro che le sue riflessioni ne generino altre e che i suoi pensieri non si fermino in se stessi: il movimento del linguaggio è l'ultima risorsa. E un appello agli archetipi poetici seppelliti nell'inconscio collettivo, alle forze addormentate nel silenzio dell'anima:

L'UNICO LIBRO. Leggo il mio pensiero senza sfogliarlo mai. È ormai l'unico libro che riesco a leggere[8].

Il monologo del personaggio eteronimo rimane senza destinatario. Il teatro è vuoto, il pubblico lusingato da altre sirene. Non ha nessuno con cui parlare, è il parlante-ascoltatore, gli unici suoi referenti sono l'ombra e lo specchio.
L'ombra si manifesta come la degradazione massima della luce, il confine dove il mondo si perde; lo specchio assolve, alla maniera di Cocteau[9], la funzione di riflettere il pensiero e il corpo come somma di parti. Le meditazioni di Ratti sono rivolte al suo io, apparentemente chiuse in sé e dinamicamente esaurite in una sola persona. L'autoascolto induce l'autocoscienza e dice della natura tragicomica della società. Il lettore spesso non intende accettare una tale notomizzazione e preferisce cogliere i soli aspetti umoristici, salvaguardando la propria visione delle cose, che nessuno spirito caustico deve intaccare. Gli improvvisi fulgori si attenuano, rimangono lontani barbagli che le armature dog-matiche dell'uomo-massa spengono definitivamente. Ratti come antieroe lirico non lesina aspra e amara ironia. Simula ignoranza, ma la sua capacità creativa si sente scorrere nel riflesso della poesia:

IL SILENZIO È D'ORO. La mia ombra è più saggia di me: non parla mai. Per prudenza non fa nemmeno l'eco quando dico soltanto: io[10].

LO SPECCHIO. Mi specchio: da uno divento due. Chiudo gli occhi e non sono più nessuno[11].

Ratti si conferma professionista del dubbio iperbolico. Non attraversa la fase metodica, le sue schegge sono saettanti. Lo stile adottato è aggressivo (lampi e invettive) per smascherare l'assurdità del quotidiano. Ratti è il grande scettico, il freigeist, il dissacratore dell'arte contemporanea che si involgarisce sempre più e riduce ogni sua espressione a svago. Libero dalla paura di dover spendere le monete false della decadenza, libero dalla pseudo-trascendenza di moda, egli sa che la vita è una malattia e ammala ogni cosa che tocca. Ratti riesce a una scuola del sospetto[12] per sottoporre a critica feroce idee e sentimenti morali. Le sue ipotesi oscillano tra consolazione e inganno che analizza con precisione chirurgica senza la sinuosità dei preconcetti e le impalcature fatiscenti del senso comune. Si è di fronte a un viaggiatore disincantato, ma reale. L'impulso vitale, represso all'esterno, urge all'interno: questa libido repressa si ritorce in forme masochiste, si interiorizza fino a infliggersi penitenze semiserie:

DELICATEZZE DI UN SETTIMINO. A volte, per non disfare il letto, dormo fra le lenzuola, in un tiretto[13].

Una gioia crudele brilla nell'occhio dell'asceta, fanaticamente antimomo-derno. Ratti è l'individuo malato, ma anche il malato più interessante: senza colpe, senza peccato. Egli rappresenta l'innocenza prima del salto nella storia e nella civiltà. È un epigono e un fondatore. È l'uomo peggiore, perché soppesa errori e orrori, perché compone il testo grandioso e perverso della sua vita: pagine piene di volute insensatezze, pagine oscuramente bianche. Ratti non si risolve a educarsi come docile, mediocre, infelice animale-massa inseguendo il disperato perfezionamento del gregge sociale. Il conformismo gli ripugna, meglio l'esuberanza dell'individuo premorale che deve balzare di nuovo fuori dionisiaco, attivo, energetico. Ratti odia l'opinione rassicurante: finalismo e meccanicismo offrono la stessa dimensione castrante, mentre il tempo si assottiglia, diventa piccolo, molto tollerante, ma anche molto noioso come se il nulla non volesse essere altro che nulla:

TITANICA. Sono finalmente arrivato a fermare il tempo. Ho tolto le lancette al mio orologio[14].

Ratti opera spostamenti e deformazioni per ricondurre il fondo oscuro della vita a qualcosa di conosciuto: la verità rimane una constatazione particolare, del tutto soggettiva. Comprendere per il personaggio è sempre valutare, uno sfondamento metafisico della porta del caos e una difesa pragmatica contro la morte, maestra di seduzione. L'esistenza autentica si svolge a livello inconscio, perché la natura tende a nascondersi. Si avverte l'impressione che Ratti comprenda in sé tante individualità così che mente, volontà, unità, appaiono parole vuote. Una pluralità di coscienze si dibatte nei suoi pensieri, una ragione che senza interruzione protegge la sua sopravvivenza, cercando nuove relazioni con altri io nella configurazione di eteronimi:

L'OSPITE PENSANTE. Quando penso e parlo tutti credono che sia io a pensare. Invece, soltanto io so che è sempre un altro a pensare al posto mio. Forse sarà la mia ombra[15].

Ratti è Diogene divenuto ancora più, esigente. Rinuncia a tutte le formule metafisiche, sfida le convenzioni e fa esplodere le contraddizioni nella mente del lettore. Sceglie il corporeo come stanza di solitudine, perché in ogni suo angolo giunga il fiele delle sue insolenze e la lucidità del suo guaire:

INDICAZIONE. Ho scritto dietro la porta: il campanello è rotto, si prega di abbaiare[16].

Piazzolla si dimostra convinto che la dottrina del bello non possa definirsi nell'indipendenza da un fine (la direzione dell'estetica dopo Kant e Schiller), altrimenti si cade nella pretesa che l'arte debba avere al proprio interno, soprattutto nello stile, la forza della propria autonomia dal reale. Contro questa visione che riduce l'individuo alla sola univeralità dello spirito, Piazzolla persegue il movimento contrario: spinge il suo personaggio al grado più basso di umanità, lo animalizza come se il piacere di Ratti dovesse scaturire da questo trionfo sull'umano. Oggettivata la condizione deformante, Ratti accetta la sfida di vivere la totalità di corpo e anima, ma per il momento anche lui è senza corpo, da qui l'animalità come corpo preso a prestito:

DUBBIO AMLETICO. Mi sono ammalato. Sono indeciso se farmi visitare da un medico o da un veterinario[17]

Il fatto che Piazzolla si sia creato un eteronimo animale e che gli aforismi parlino di galli, farfalle, canarini, vacche, api, cagne, pappagalli mostra la forza di accettare la complessità della natura umana istintuale-affettiva-razionale. Restio a commediare su stantii sistemi dottrinali, Ratti evita i sermoni, riservandoci nei sogghigni bestiali una facoltà di esagerazione (hybris) che dilata la situazione fino a imporne tutta l'anomalia: incendio e cenere di suoni che innervano il rischio dell'esistere, che producono una violenta vertigine. Anche se questa non è la via d'uscita dalla crisi, è di sicuro la determinazione a non farsi fagocitare dalla ripetitività delle macchine, dall'astrattezza del consumo feticistico del denaro. Da una nuova grammatica del vivere escono pensieri che si pensano da soli, che si producono per associazione spontanea di tutti gli individui, umani e animali, che dimorano nell'io plurimo del personaggio. Piazzolla sfrutta un registro esasperato, inverosimile per demolire i fondamenti dell'anti-saggezza. Ratti è il saggio soliloquente che predica senza sosta. Asistematico per definizione, ricomincia di continuo come se gli avvenimenti non lo saziassero mai, né le parole fossero adeguate. Tutto sembra occasionale nella sua vita, entra nella striscia di luce, si rende visibile per comunicare dopo aver attraversato la penombra, perché qualcuno fermi il suo vagare all'interno e al di fuori di se stesso. Ratti subisce in definitiva la condanna e il privilegio dell'estraneazione:

ASPIRAZIONE. Scrivo per dare un significato al tempo che passa e anche perché il tempo mi dia un significato che resti[18].

Donato Di Stasi

[1] I. A. Goncarov, Oblomov, Milano, Garzanti, 1988.
[2] Marino piazzolla, I detti immemorabili di R. M. Ratti, in Omaggio a Marino piazzolla, Roma, Fondazione Piazzolla, 1992
[3] Ivi, p.106.
[4] Cfr. A. Tartaro, Il primo Quattrocento toscano, Bari, Laterza, 1981.
[5] M. Buonarroti, Le poesie e la vita, Roma, Mancosu, 1993.
[6] Cfr. M. Bachtin, L'opera di Rabelais e la cultura popolare, torino, Einaudi, 1979.
[7] Marino Piazzolla, I Detti immemorabili di R. M. Ratti, cit., p. 96.
[8] Ivi, p. 97.
[9] AA. VV., Poeti francesi del Novecento, a cura di Valerio Magrelli, Roma, Lucarini, 1991, p. 3.
[10] Marino piazzolla, I detti immemorabili di R. M. Ratti, cit., p. 102.
[11] Ivi, p. 93.
[12] E' la definizione del filosofo Paul Ricoeur.
[13] Marino piazzolla, I detti immemorabili di R. M. Ratti, cit., p. 105.
[14] Ivi, p. 111.
[15] Ivi, p. 108.
[16] Ivi, p. 95.
[17] Ivi, p. 113.
[18] Ivi, p. 98.

su

Cerca nel sito
BIBLIOGRAFIA di Marino Piazzolla
aggiornata
OMAGGIO
A MARINO PIAZZOLLA
versione ONLINE
Vol. 1 - ANTOLOGIA
Vol. 2 - CRITICA
IL 5 PER MILLE PER
SOSTENERE LA FONDAZIONE PIAZZOLLA [2018]
Fondazione Piazzolla - Ritrovaci su Facebook
Fondazione Piazzolla - Seguici su Twitter
NEWS
- Giugno 2019
Pubblicazione
Il fiore della poesia colombiana d’oggi
- 3 Aprile 2019
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 248
VIDEO
- Aprile 2019
Pubblicazione
Il fiore della poesia boliviana d’oggi
- 03 Aprile 2019
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 248
- Gennaio 2019
Rivista "Fermenti"
n.248
- Novembre 2018
Pubblicazione
Scrivi!
- 24 Ottobre 2018
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 247
VIDEO
- 29 settembre 2018
Premio Città di Trento 2018 per la traduzione poetica a POESIE SCELTE di William Cliff
- Luglio 2018
Rivista "Fermenti"
n.247
- Maggio 2018
Pubblicazione
Enlures
- 14 marzo 2018
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 246
VIDEO
- 16 Marzo 2018
Serata dedicata a V. Krivulin, A. Mironov, E. Schwarz
- 11 Marzo 2018
Presentazione
Nel cristallo della stella Mizar
- 14 Marzo 2018
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 246
- Febbraio 2018
Pubblicazione
Nel cristallo della stella Mizar
- Dicembre 2017
Rivista "Fermenti"
n.246
- 23 Novembre 2017
Presentazione recenti titoli Fermenti
VIDEO
- Novembre 2017
Per Nencioni
con 35 lettere inedite
- 09 Agosto 2017
Incontro a S. Ferdinando di Puglia
- Giugno 2017
'900 OUT
Scrittori italiani irregolari
- 21 Aprile 2017
Presentazione
DISPACCI SENZA REPLICA
di Mario Lunetta
VIDEO
- 21 Maggio 2017
Giornata di studi
LEOPARDI TRA POESIA E FILOSOFIA
- 09 Maggio 2017
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 245
- In ricordo di
Giorgio Bárberi Squarotti
- 15 marzo 2017
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 245
VIDEO
- 30 Marzo 2017
Presentazione
Prove aperte vol.2
- 18 Marzo 2017
Vernissage
Le distanze tra i filari
- Marzo 2017
Quando il rumore della vita teme la propria eco
- 15 Marzo 2017
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 245
- Febbraio 2017
Pianisterie
- Febbraio 2017
Rivista "Fermenti"
n.245
- Gennaio 2017
PROVE APERTE vol. II
- Novembre 2016
LE ANCELLE DELLA REGINA MAB
- Ottobre 2016
DISPACCI SENZA REPLICA
Ragionamenti secondari su cultura e società
- 10 settembre 2016
Premio Feronia 2016 per la saggistica assegnato a Prove aperte vol. 1
- 14 giugno 2016
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 244
VIDEO
- 11 Maggio 2016
Incontro Tra qualità e tendenza: le voci di una letteratura che resiste
VIDEO
- 14 Giugno 2016
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 244
- Maggio 2016
Critica e storia
Rendiconti per il Duemila
- 25 maggio 2016
Incontro-dibattito su
Prove aperte. Materiali per uno zibaldone sui teatri
- Aprile 2016
Rivista "Fermenti"
n.244
- 11 maggio 2016
Presentazione La costituzione del testo e
Di traverso il Novecento
- 9 marzo 2016
Presentazione Il digiuno natalizio
- 25-26 febbraio 2016
Presentazione Il digiuno natalizio
- Febbraio 2016
Pubblicazione
Il digiuno natalizio
- 03 febbraio 2016
Presentazione Di traverso il Novecento
- 2 dicembre 2015
Presentazione Di traverso il Novecento
VIDEO
- 25 novembre 2015
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 243
VIDEO
- 20 novembre 2015
Presentazione Le due scarpe sinistre dei poeti
- Ottobre 2015
Pubblicazione
Prove aperte vol. I
- Ottobre 2015
Pubblicazione
La costituzione del testo
- Settembre 2015
Rivista "Fermenti"
n.243
- Presentazione 21 Aprile 2015:
FOTO e VIDEO
- Giugno 2015
Pubblicazione
Poesie scelte
- 20 Giugno
Inaugurazione mostra e conferenza:
Marino Piazzolla: poesia, arte, pensiero
- 20 Giugno-5 Luglio
Marino Piazzolla: mostra dipinti, disegni, sculture
- Giugno 2015
Pubblicazione
Le due scarpe sinistre dei poeti
- Testimonianze AUDIO:
Velso Mucci: letture
- Giugno 2015
Pubblicazione
Di traverso il Novecento
- Aprile 2015
Pubblicazione
Scritti diversi e dispersi.
Saggi
- 21 Aprile 2015
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 242
Leopardi. La cognizione del vero
- 18 Aprile 2015
Presentazione
Tenori
- Gennaio 2015
Pubblicazione
Leopardi.
La cognizione del vero
- Gennaio 2015
Pubblicazione
Tenori.
Il Pavone, l’Espada e il Salice piangente dal Barocco alla fine dell’Opera
- Dicembre 2014
Rivista "Fermenti"
n.242
- Luglio-Agosto 2014
Mostra Marino Piazzolla scultore. Hudèmata
- 17 Luglio 2014
Presentazione
La vocazione sospesa
- 18 Giugno 2014
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 241
NUMERO DA COLLEZIONE
- Maggio 2014
Rivista "Fermenti"
n.241
- Maggio 2014
Pubblicazione
Le verità della letteratura
- 26 Marzo 2014
Presentazione
La vocazione sospesa
- Marzo 2014
Pubblicazione
Le mie teorie eretiche
Conversazioni a Radio France Culture
- 13 Dicembre 2013
Scritture in movimento
Video
- 29 Ottobre 2013
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 240
Video
- Dicembre 2013
Pubblicazione
Esilio sull'Himalayacon traduzione greca a fronte
- Ottobre 2013
Pubblicazione
La vocazione sospesa
- 29 Ottobre 2013
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 240
NUMERO DA COLLEZIONE
- Ottobre 2013
Rivista "Fermenti"
n.240
- Testimonianze VIDEO
Conferenza Concerto
Il passaggio come luogo poetico
- 16 Aprile 2013
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 239
Video
Foto
- Febbraio 2013
Rivista "Fermenti"
n.239
- Fahrenheit Rai Radio 3:
Su Lo scrigno del dialetto
Meli Porta Belli Di Giacomo
- PREMIO
PENNE - PIAZZOLLA 2012
Vincitori
Motivazioni
Foto
- Intervento inedito
di Donato Di Stasi
su Biancamaria Frabotta
vincitrice
Premio Penne-Piazzolla
Poesia Edita 2012
- Intervento inedito
di Maria Grazia Calandrone
su Biancamaria Frabotta
vincitrice
Premio Penne-Piazzolla
Poesia Edita 2012
- PREMIO
PENNE - PIAZZOLLA 2012
1 dicembre 2012
INVITO
- Recensione da "L'Unità":
Lo scrigno del dialetto
Meli Porta Belli Di Giacomo
- PREMIO
PENNE - PIAZZOLLA 2012
POESIA EDITA E INEDITA
- Recensione:
"Fermenti" n.238
- Testimonianze VIDEO:
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 238
- Testimonianze VIDEO
Presentazione
Lo scrigno del dialetto
- Recensione:
Testimonianze critiche per
Marino Piazzolla poeta vol.2
- Testimonianze VIDEO:
04 Marzo 2008
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Cardarelli - Insana
- Maggio 2012
Pubblicazione:
Lo scrigno del dialetto
Meli Porta Belli Di Giacomo
- Testimonianze VIDEO:
11 Marzo 2008
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Jacobbi - Villa
- Aprile 2012
Pubblicazione:
Atti dei Convegni
per il Centenario della nascita
di Marino Piazzolla
- Aprile 2012
Pubblicazione:
Testimonianze critiche per
Marino Piazzolla poeta
Vol. 2
- 2 maggio 2012
Conferenza-Concerto
Il passaggio come luogo poetico
- 20 marzo 2012
Presentazione
Esilio sull'Himalaya
- Recensione:
L'Eremita di Roma.
Vita e opere di Giorgio Vigolo
- Testimonianze VIDEO:
18 Marzo 2008
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Rosselli - Frabotta
- Testimonianze VIDEO:
15 Gennaio 2008
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Folgore - Ottonieri
- Testimonianze VIDEO:
12 Febbraio 2008
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Sinisgalli-Di Francesco
- Testimonianze VIDEO:
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 237
- Testimonianze VIDEO:
29 Gennaio 2008
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Marè-dell'Arco
- Testimonianze VIDEO:
18 Dicembre 2007
Le voci della città
Poeti a Roma (1950-2000)
Gatto-Spaziani
- Testimonianze AUDIO:
1995 "Omaggio a Piazzolla"
- Testimonianze VIDEO:
"Omaggio a Marino Piazzolla"
sulla RAI nel 1992
- Testimonianze VIDEO:
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 224
- Marino Piazzolla, ovvero l’erranza e il sangue della poesia
in "Frontiere", 2011
- PREMIO
PENNE - PIAZZOLLA 2011
Vincitori
Motivazioni
Foto
- Testimonianze VIDEO:
Conferenza-Concerto
Piazzolla Interprete del Novecento
- Testimonianze VIDEO:
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 227
- Settembre 2011
Pubblicazione:
Rivista "Fermenti" n. 237
- María Zambrano:
Il poeta italiano Marino Piazzolla
in Luoghi di Poesia,
Bompiani 2011
- Settembre 2011
Recensione:
Quaderno brasiliano
- Agosto 2011
Recensione:
Sconnessioni
- Luglio 2011
Recensione:
Dalla parola al silenzio
- Luglio 2011
Recensione:
Esilio sull'Himalaya
- Giugno 2011
Recensione:
L'eremita di Roma
da RAI News 24
- Intervento critico
di Canio Mancuso
- Testimonianze AUDIO:
"Le voci della città"
conferenza su
Edoardo Cacciatore e
Francesco Muzzioli
- 5 Aprile 2011
Presentazione n. 235
rivista "Fermenti"
VIDEO
FOTO
- Testimonianze AUDIO:
"Le voci della città"
conferenza su
Giorgio Vigolo e
Mario Socrate
- Testimonianze AUDIO:
"Le voci della città"
conferenza su Angelo Maria Ripellino
- 18 Maggio 2011
Presentazione sotto
l'egida della fondazione
- Testimonianze VIDEO:
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 226
- Marzo 2011
Recensione:
"Fermenti" n. 236

Testimonianze:
Piazzolla: "Porto a spasso la vita"
- Febbraio 2011
Recensione:
L'eremita di Roma
- Febbraio 2011
Nota di lettura:
Esilio sull'Himalaya
- Gennaio 2011
Recensione:
Hudèmata
- Gennaio 2011
Pubblicazione:
Rivista "Fermenti" n. 236
- Gennaio 2011
Recensione:
Esilio sull'Himalaya
- Dicembre 2010
Pubblicazione:
Dalla parola al silenzio
di Marco Lazzerini
- Dicembre 2010
Pubblicazione:
Esilio sull'Himalaya
di Marino Piazzolla
- 27 Novembre 2010
PREMIO PENNE - PIAZZOLLA
PREMIAZIONE
MOTIVAZIONI
FOTO
- 12 Novembre 2010
Presentazione n. 235
rivista "Fermenti"
VIDEO
FOTO
- Novembre 2010
Pubblicazione:
Quaderno Brasiliano
di Ruggero Jacobbi
Marino Piazzolla "Controvento"
da "Paideia"
- Settembre 2010
Pubblicazione:
L'eremita di Roma
Vita e opere di Giorgio Vigolo
- Sezione VIDEO:
Hudèmata Actabat
maggio 2008
- Sezione AUDIO:
Interviste a Piazzolla
per France Culture
1978
- PREMIO "GIACOMO LEOPARDI"
Premio speciale Fondazione Piazzolla
Il vincitore
Premiazione 29 giugno 2010
- Giugno 2010
PUBBLICAZIONI
- 2010 L'ANNO DEL CENTENARIO
LE MANIFESTAZIONI
S. FERDINANDO DI PUGLIA
29 Maggio
- 2010 L'ANNO DEL CENTENARIO
LE MANIFESTAZIONI
ROMA 12 Maggio
- 2010 L'ANNO DEL CENTENARIO
LE MANIFESTAZIONI
ROMA 12 Maggio
VIDEO
- 2010 L'ANNO DEL CENTENARIO
LE MANIFESTAZIONI
URBINO 21-22 Aprile
- 2010 L'ANNO DEL CENTENARIO
LE MANIFESTAZIONI
URBINO 21-22 Aprile
VIDEO
- 2010 L'ANNO DEL CENTENARIO
- 20 Apr 2010
Seminario Univ. di Lille
su Roberto Sacchetti
- Sezione VIDEO:
Presentazione
Rivista "Fermenti" n. 234
- Sezione AUDIO:
"Le voci della città"
conferenza su Velso Mucci
- Sezione VIDEO:
Intervista a
Hans Werner Henze
- Febbraio 2010
Pubblicazione:
Sole metallico, morbide lune
antologia con testo a fronte italiano-greco
- Sezione VIDEO:
RICORDO DI VITO RIVIELLO
27 Novembre 2009
- 28 Novembre 2009
PREMIO PENNE - PIAZZOLLA
PREMIAZIONE
MOTIVAZIONE
FOTO
- 1 Dicembre 2009
Incontro con l'autrice:
Assia Papp
- 17 Novembre 2009
Presentazione
I Teatronauti del Chaos
- 5 Novembre 2009
Presentazione Catalogo 2009
Fermenti Editrice