Fondazione «Giovanni, Maria Teresa e Marino Piazzolla» riconosciuta con deliberazione n° 6487 del 1 Luglio 1988 Giunta Regionale del Lazio

e-mail: fondazionepiazzolla@libero.itaggiornato il 26/07/10

Marino Piazzolla: notizie biografiche

1910
Nasce a San Ferdinando di Puglia (Foggia) il 16 aprile 1910 Marino Pasquale Piazzolla.
1913
Muore il padre e con la madre va a vivere in casa del nonno materno dove resterà fino all'età di diciotto anni.
1914
Frequenta le classi elementari in paese, passando gran parte della giornata in campagna di suo nonno. A dodici anni interrompe gli studi. Legge come può testi che trova nella piccola biblioteca paterna, dai volumi di Lombroso a quelli di Darwin, ai testi di sociologia di Zino Zini.
1928
Frequenta il corso allievi sottufficiali e in caserma amplia e completa la sua preparazione scolastica.
1930
Muore la madre mentre sostiene a Roma gli esami di abilitazione magistrale.
1931
Con la sorella si trasferisce a Parigi. Assunto in qualità di segretario e bibliotecario della Società Dante Alighieri, qui conosce Pierre de Nolhac, Marinetti e Fiumi.
1933
Quando ormai ha buona conoscenza della lingua, fa amicizia con i giovani poeti parigini: Bergeal, Guillik, Méjean, Amelin. Dirà il poeta: "Ci si riuniva nei caffè più rinomati della capitale e si parlava di poesia o si declamavano i nostri versi".
1934
Conosce il critico Jean Royère, fondatore del movimento poetico "Il Musicismo" e autore di vari saggi importanti su Poe, Baudelaire. E Royère a fargli conoscere la lirica simbolista e in particolare Mallarmé e Valéry.
1935
S'iscrive alla facoltà di Filosofia alla Sorbona.
1936
Esordisce con un saggio su Pirandello sulla rivista "Arts et Idées". In seguito stringe amicizia con Gide, che lo chiama fra i collaboratori della rivista, e Valéry.
1937
Ottiene il diploma di Studi Superiori di Filosofia discutendo una tesi su Le poetiche da Aristotele all'abate Brémond. Collabora a "L'Age Nouveau", rivista diretta da Marcel Fevre che raccoglieva attorno a sé le forze della intellighentia francese. L'ultimo periodo parigino frequenta i poeti surrealisti tra cui Eluard, Breton, ma in particolare apprezza la raffinatezza di Jean Gilbert De Couript.
1939
Pubblica in francese le due raccolte di versi Horizons perdus e Caravanes.
1940
Tornato in Italia, dà alle stampe Ore bianche e il poemetto mitologico Pérsite e Melasia. Si dedica all'insegnamento di Storia e Filosofia.
su
1945
Si stabilisce a Roma.
1946
Dirige la rivista "Narciso". Si lega d'amicizia con i pittori Monachesi, Fantuzzi, Omiccioli, Stradone e con gli scrittori Javarone, Carta, Mucci, Barilli, Natta, con cui subito fraternizza.
1948
Conosce al Caffè Greco Cardarelli, allora direttore de "La Fiera Letteraria" che in seguito gli affiderà la rubrica "Critica di poesia". Di Cardarelli diviene uno dei più intimi. Sono questi gli anni di più intensa attività di critico letterario e d'arte: dai saggi su Penna, Valeri, Bontempelli, Montale, Eliot, Raphael, Michaux, S.J. Perse, agli articoli su Klee, Cézanne, Picasso, Ronault, Braque ecc. L'assidua collaborazione alla "Fiera" gli dà modo di conoscere i più noti scrittori italiani da Bernari, a Moravia, a Govoni, a Falqui.
1951
Pubblica Elegie Doriche che gli vale il premio Etna-Taormina per l'opera prima.
1952
Seguono le Lettere della sposa demente.
1953
Esilio sull'Himalaya che merita con Bartolini il premio Chianciano. Conosce lo scrittore napoletano G. Marotta che apprezzerà moltissimo la sua poesia.
1954
Pubblica Le favole di Dio, un volume che resta quasi clandestino.
1956
Ottiene la cattedra di Filosofia e Pedagogia all'Istituto Magistrale "B. Croce" di Avezzano, mentre s'intensifica la sua collaborazione ai quotidiani dal "Piccolo" di Trieste e "La Gazzetta del Sud" di Messina, nonché ai giornali dell'A.G.A.
1957
Esce il volume antologico Pietà della notte, premio di poesia Città di Avezzano. Vanno facendosi tesi i rapporti con Cardarelli, fino alla rottura definitiva che seguirà di li a poco.
1958
Pubblica Adagio Quotidiano e i Poemetti.
1960
Gli viene assegnata la medaglia d'oro del Presidente della Repubblica al premio Viareggio di poesia per il volume Mia figlia è innamorata. Dà alle stampe il volume di prose E l'uomo non sarà solo.
1963
Inizia a praticare la pittura ideografica che culminerà nelle due mostre di Parigi e di Milano.
1964
Pubblica Gli occhi di Orfeo che ottiene ex aequo con Sanesi il Tarquinia-Cardarelli.
1967
Dirige la rivista umoristica "L'Idiota".
su
1973
Pubblica il volume Viaggio nel silenzio di Dio che merita con Marvardi il premio di poesia Città di Capua.
1974
Raccoglie i testi delle favole umoristiche nel volume illustrato interamente da Omiccioli I fiori c'insegnano a sorridere.
1975
Esce con prefazione di R. Méjean la terza edizione delle Lettere della sposa demente;
rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia, anno XIII, nn. 1-6, genn.-dic. 1975, da "La Capitanata"
1973
Esce con Ceschina la traduzione italiana dal francese de L'almanacco strappato di René Méjean.
Pubblica con le Edizioni dell' Ippogrifo, Il perfetto assoluto dell'entità numerica del 3.
Incomincia la sua collaborazione a "Fermenti";
Presenta in catalogo, assieme a Velio Carratoni e Domenico Javarone, Pino Conte che espone alla galleria "La Barcaccia" di Roma. Nel n. 1-6 (anno XIII) de "La Capitanata", rassegna di vita e di studi della Provincia di Foggia, esce un nutrito saggio di 60 pagine su "La poesia di Marino Piazzolla" di Antonio Motta;
"La Fiera letteraria" pubblica brani poetici di Méjean, tratti da L'almanacco strappato, da lui tradotto in italiano. L'Associazione Italia-Germania cura l'edizione di Notturno per Lamberto Ciavatta da Nettuno, poesie;Pietro Cimatti legge alla Radio italiana, nella rubrica L 'uomo della notte, una sua poesia.
1976
Su "Fermenti", ricordando Pasolini, afferma che "è grave il fatto che sia stato ucciso per ragioni delicatamente private";
Partecipa a Gaeta al VI Congresso Nazionale dei Critici Letterari sul tema "Le interpretazioni della letteratura del Novecento Italiano";
Animatore a Roma del Premio Nazionale di Poesia Nuovi Fermenti.Tra i presenti, alla premiazione, Mario Sansone, Ugo Fasolo, Ruggero Jacobbi, Gaetano Salveti ecc;
Pubblica su "Fermenti" le poesie L 'Ospite, Per non morire.
1977
Giuliano Manacorda nella Storia della Letteratura Italiana Contemporanea (1940-1975), Ed. Editori Riuniti, lo cita tra i nomi "destinati a diversi esiti nella poesia e nella critica";
"Fermenti" nel n. 4 (1977) pubblica un'ampia intervista a Piazzolla, a cura di Velio Carratoni;
Su "Fermenti" chiarisce il caso di Cardarelli che "presenta" Ceracchini;
Partecipa a Roma all'incontro-dibattito sul tema Aspetti della cultura letteraria nella Roma del dopoguerra;
Chiarisce su "Fermenti" le ragioni pratiche dell'iscrizione al Partito Nazionale Fascista di Giuseppe Ungaretti;
Su "Fermenti" scrive: "In genere, quelli che difendono in politica i buoni principi, spesse volte dimenticano che, in concreto e quasi sempre, chi provoca dittature e regimi reazionari sono proprio quelli che si proclamano democratici...";
Su "Punto interrogativo" di Roma, pubblica a puntate il saggio La cultura che ha fallito.
1978
Su "Fermenti", a proposito della bocca: "Vera capitale dell'uomo... al culto della bocca, è strettamente connesso il culto della forchetta, arma casareccia, che l'italiano preferisce alla penna, al libro, alla lima, al martello, e alla vanga, essendo un arnese maneggevole e prensile, a comando...";
La radio francese, sezione France culture lo intervista tramite i suoi collaboratori Olivière Germain-Thomas, Estelle Schlegel, F. Couturier. L'intervista si svolge in varie riprese. Al mattino si gira per i musei e i monumenti; al pomeriggio si parla della vita, le opere poetiche, artistiche, saggistiche e filosofiche di Piazzolla. La radio francese trasmette le conversazioni a puntate;
Fa parte della giuria della quarta edizione del Premio Nazionale di Poesia "Nuovi Fermenti", organizzato dalla rivista "Fermenti", assieme a Domenico Cara, Velio Carratoni, Silvana Folliero, Carlo Francavilla, Alberto Mario Moriconi, Renzo Nanni, Vito Riviello, Amelia Rosselli, Alberico Sala.
1979
Pubblica con L'Editrice Fermenti Sugli occhi e per sempre, raccolta di poesie;
Pubblica la seconda edizione de I detti immemorabili di R.M. Ratti, Studio Tipografico, Roma;
Sugli occhi e per sempre ricevono testimonianze da Aldo Vallone, Giorgio Bàrberi-Squarotti, Giovanni Fallani, Ugo Reale, Ferruccio Ulivi, Luigi Silori, Carlo Betocchi, Renzo Barsacchi, Bruno Cera, Guglielmo Petroni, Grazia Palmisano, Domenico Cara, Michele Dell'Aquila, Giorgio Caproni, ecc.
1980
L'Editrice Fermenti stampa la traduzione di Piazzolla della raccolta poetica il canto tornante di R. Méjean;
Alberto Frattini, Ferruccio Ulivi, Walter Mauro presentano alla Libreria Croce di Roma, Sugli occhi e per sempre, edito da Fermenti. Muore a Roma, Liliana, da lui amata per circa vent'anni. Pubblica, a ricordo, L 'amata non c’è più, poesie, Ed. Ippogrifo, Roma. L'opera viene presentata a Roma, alla Libreria Croce, da Gian Carlo Fusco e Pietro Cimattiv Pubblica con "Fermenti", Parabole dell'angelo di cenere, poesie, Ed. Ippogrifo, Roma.
1981
Vince il Premio Nazionale di Poesia e Cultura "Città di Tagliacozzo" con l'opera L'amata non c e più;
Escono con "Fermenti", Testimonianze per M. Piazzolla, pittore e grafico. Viene stampato Un saio nell'infinito, poesie, Umbria Editrice.
1982
"Fermenti" stampa Testimonianze critiche per M. Piazzolla, poeta.
1983
Le Edizioni dell'Albatro pubblicano Un patibolo chiamato Loreto, una testimonianza poetica da uomo libero da partiti e ideologie su Mussolini, uomo;
Dal 1983 al 1984, escono: Dolore greco, poesie, Carucci; Amore greco, Ed. L'Albatro; Agalmata, Ed. L'Albatro; Lo Strappo, Lacaita; Un po' di meraviglioso, Ed. L'Albatro; Sinfonie, Ed. L'Albatro, ma non vengono distribuite e sono difficilmente diffuse per problemi di salute e questioni ereditarie.
1985
Muore a Roma, all'età di settantacinque anni. La salma viene traslata a S. Ferdinando di Puglia;
Il suo è un ritorno da esule, dopo le lunghe permanenze a Parigi e Roma;
La mattina dopo la sua morte, avvenuta nella nottata, esce Il Pianeta nero, edito da Fermenti. Il pomeriggio prima, aveva fatto in tempo a vedere, in ospedale, la prima copia.
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BIBLIOGRAFIA di Marino Piazzolla
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Hudèmata Actabat
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