LE VOCI DELLA CITTÀ - POETI A ROMA 1950-2000 seconda edizione
Intervento del Presidente della Fondazione Piazzolla
Il poeta è un barbaro sovversivo
alle soglie della città
che sfida costantemente
il nostro status quo...
Poesia è lotta continua
contro silenzio, esilio e inganno
Lawrence Ferlinghetti da Che cos'è la poesia
Da tali premesse arriviamo alla presenza-assenza della poesia.
Se c'è, qualcosa si anima o rimbrotta. Se non c'è il mondo si spegne, dopo tanti gemiti sempre più affievoliti.
Negli ultimi cinquant'anni a Roma, c'è stato, nel disordine costruttivo e nello scempio delle coscienze, un fior fiore di poeti che non hanno migliorato il mondo, limitandosi a constatarlo, facendo da contraltare a schiere di politicanti o divi che hanno tentato di lasciare il segno, svuotando tante coscienze.
E i poeti, da assertori di contraddizione in fieri, hanno contrastato la retorica di ogni efficientismo d'accatto.
Per questo, oggi, restano nella loro inattualità, come dei contraddittori creativi che hanno animato certi appassimenti o atrofizzazioni, rimanendo in disparte a decifrare il tempo, inascoltati e anacronistici, pur essendo portati come esempio o ammirati a posteriori.
Il poeta è la voce nel deserto, di un Giovanni Battista ritenuto da strapazzo, anche se rimane su di un piedistallo invisibile.
Oggi, grazie al Comune di Roma, in persona dell'Ente Biblioteche, alla Fondazione Marino Piazzolla che porta il nome di un poeta, rimasto ai margini di tanto inutile esibizionismo, mentre in Francia era intervistato dalla Radio Nazionale su argomenti di storia, letteratura ed attualità, e ad un curatore, Mario Lunetta, che ha proposto tanti nomi che meriterebbero di più e riproposto altri, con lo scopo di rendere il poeta, esempio di realtà e ricerche da raggiungere o determinare in contrasto con la paccottiglia superficiale e disumana dei tempi attuali.
E da tali premesse eccoci a ricordare come agli uomini, per poter sopportare certe sofferenze mortali, non rimane che affidarsi alla testimonianza o ricerca dei poeti, i quali dimostrano, come asseriva Keats, che il reale non coincide con ciò che è, perché egli, il poeta, sta dalla parte di ciò che è a venire, ossia dalla parte dell'ombra. Essendo nella nebbia, regno di un nulla che è nell'ordine dell'essere. Cioè di un niente che è.
Una concezione romantico-esistenziale che ben si concilia con certo tardo realismo corrente.
Constatato ciò, in qualità di Presidente della Fondazione Piazzolla, porgo, in occasione dell'inaugurazione della rassegna Le Voci della Città – Poeti a Roma seconda edizione, auguri di buon lavoro ai relatori e ai poeti, sperando che dal niente che è, si possa arrivare ad un niente di coscienza e vicinanza verso coloro che a Roma hanno prodotto poesia in anni non sempre facili e limpidi.